domenica 3 maggio 2009

Totem Xine e i formati proprietari multimediali

I programmi installabili in Ubuntu (attraverso internet) si trovano in quattro archivi software (repository) già inclusi nella distribuzione:

  • Main: contiene software libero che riceverà aggiornamenti di sicurezza e supporto tecnico da parte degli sviluppatori di Ubuntu.
  • Restricted: contiene software non completamente libero ma indispensabile per l'utilizzo di Ubuntu su alcuni computer (es. driver delle schede video). Queste applicazioni non possono essere modificate dagli sviluppatori di Ubuntu i quali possono solo segnalare problemi ai loro autori per la risoluzione.
  • Universe: contiene software libero e/o disponibile sotto svariate forme di licenza che riceverà aggiornamenti di sicurezza e supporto tecnico quando verranno resi disponibili dagli autori della comunità di Linux che lo hanno creato.
  • Multiverse: software non libero che non riceverà aggiornamenti di sicurezza e supporto tecnico dalla comunità.

I citati repository sono visualizzabili nell'applicazione "Sorgenti Software" consultabile dopo aver cliccato su "Sistema" e "Amministrazione" nel "Menù principale di GNOME".




Occorre precisare che Ubuntu installa soltanto "formati di file non proprietari" (formati liberi), cioè non protetti dalle leggi sui brevetti e sul copyright.

Conseguentemente per eseguire, ad esempio, un "brano .mp3" oppure visualizzare alcuni "formati video", occorre installare i "formati proprietari multimediali" più comuni (es. MP3, WMV, ecc.), alcuni dei quali si trovano nei repository di cui sopra, mentre altri in quello "Medibuntu" (archivio di software non libero) che occorre abilitare prima di poterlo utilizzare.

Provvediamo pertanto ad aprire il "Terminale" dopo aver cliccato su "Applicazioni" e "Accessori" nel "Menù principale di GNOME" e digitiamo i seguenti comandi:


sudo apt-get update && sudo apt-get install medibuntu-keyring

sudo apt-get --yes -q --allow-unauthenticated install medibuntu-keyring; sudo apt-get -q update


sudo wget http://www.medibuntu.org/sources.list.d/`lsb_release -cs`.list --output-document=/etc/apt/sources.list.d/medibuntu.list; sudo apt-get -q update

sudo apt-get update


Ora nell'applicazione "Sorgenti Software" (precisamente in "Software di terze parti") avremo la seguente situazione.






Non rimane che installare i pacchetti per la riproduzione dei "formati proprietari multimediali" digitando i seguenti comandi dopo aver aperto il "Terminale":


sudo apt-get install ubuntu-restricted-extras

sudo apt-get install gstreamer0.10-fluendo-mp3

sudo apt-get install sudo apt-get install w32codecs (digitare "sudo apt-get install w64codecs" se abbiamo l'architettura a 64 bit)

sudo apt-get install libdvdcss2

sudo apt-get install moonlight-plugin-mozilla

sudo apt-get install gstreamer0.10-plugins-bad-multiverse

sudo apt-get install gstreamer0.10-plugins-bad

sudo apt-get install unrar

sudo apt-get install rar

sudo apt-get install unace-nonfree


Ora installiamo il riproduttore audio video "Totem Xine" che, rispetto "Totem Gstreamer" (fornito dalla distribuzione di Ubuntu), supporta meglio alcuni dei citati formati proprietari. Basta selezionare il comando "Aggiungi/Rimuovi...", dopo aver cliccato su "Applicazioni" nel "Menù principale di GNOME" e cercare l'applicazione per l'insediamento.






Infine rimuoviamo il riproduttore audio video "Totem Gstreamer".







Buon divertimento!



P.S.: non mi assumo alcuna responsabilità su danni e/o malfunzionamenti causati da quanto riportato nel post.



Continua...

venerdì 1 maggio 2009

Ripristino con Clonezilla

Nel caso il computer dovesse rovinarsi per un qualsiasi motivo, il backup (cfr. post “Backup con Clonezilla”) del sistema operativo e delle applicazioni può essere ripristinato perfettamente inserendo il CD/DVD live di Clonezilla nel relativo lettore, avendo cura di impostare quest'ultimo come primo dispositivo nella sequenza di boot del computer.





Non appena Clonezilla verrà caricato nella ram, selezioniamo “Default setting, VGA 1024x768”.






Selezioniamo la lingua “English”. Nell'ultima versione del programma è possibile selezionare anche la lingua italiana.






Confermiamo “Don't touch keymap” (significa “non modificare la mappatura della tastiera”).






Selezioniamo il comando “Start Clonezilla” per avviare Clonezilla.







Scegliamo se salvare o ripristinare l'immagine di un intero disco o di una sua partizione o clonare un intero disco o una sua partizione in un altro disco o partizione. Nel nostro caso premiamo sulla prima scelta “device-image disk/partition to/from image”.






Selezioniamo “Use local device (Es: hard disk, drive USB)”. Preciso che è comunque possibile eseguire il ripristino dal disco fisso del computer oppure da un server ssh, samba e nfs.






Colleghiamo alla porta USB la pen e/o disco esterno sul quale abbiamo eseguito il backup, attendendo circa cinque secondi prima che venga riconosciuto e premiamo “invio”.





Nella schermata successiva selezioniamo la pen e/o disco esterno collegato (es.: “sdb1 250 GB vfat” nel caso sia stato utilizzato un disco esterno da 250 GB) e confermiamo la directory dell'immagine di Clonezilla “/ Top directory in the local device”.

Ora Clonezilla mostra l'utilizzo dello spazio su disco del file system e chiede di premere “invio” per continuare.





Successivamente selezioniamo “restoredisk” (ripristina un intero disco da un'immagine creata in precedenza).




Scegliamo il file immagine da ripristinare selezionabile nella pen e/o disco esterno utilizzato al momento del backup (es.: 2008-09-29-08-img).




Selezioniamo con “spazio” il disco fisso da ripristinare.





Selezioniamo il parametro avanzato “-g auto”.






Selezioniamo l'altro parametro avanzato “Use the partition table from image”.






Infine scegliano “-p poweroff” per arrestare il computer quando termina l'operazione di ripristino. Si può comunque optare per “-p true” (non fate nulla fino a quando il ripristino non termina) oppure per “-p reboot” (riavvio del client quando termina il ripristino).

Premiamo ancora una volta “invio” e digitiamo due volte “y” per continuare. Inizierà l'operazione di ripristino dell'intero disco fisso.






P.S.: non mi assumo alcuna responsabilità su danni e/o malfunzionamenti causati da quanto riportato nel post. Continua...

Backup con Clonezilla

Clonezilla è un'applicazione gratuita che consente di creare un backup (ma anche una “clonazione”) del sistema operativo (Windows e/o Linux) e di tutti i programmi installati, realizzando una copia perfetta degli stessi da poter ripristinare nel caso il computer dovesse rovinarsi. A mio parere, è il miglior software di salvataggio in circolazione.

Si scarica dal sito ufficiale all'indirizzo “http://clonezilla.org/download/sourceforge/stable/iso-zip-files.php” (ultima versione alla data odierna: “clonezilla-live-1.2.1-53.iso”). Successivamente occorre masterizzarlo su un CD e/o DVD. Se utilizziamo il masterizzatore di dischi “Brasero” di Ubuntu (si può anche usare un altro software come ad esempio “InfraRecorder” di Windows) selezioniamo il download salvato (con il tasto destro del mouse) e clicchiamo sul comando “Scrivi sul disco...”.




A questo punto, possiamo iniziare l'operazione di backup inserendo il CD/DVD nel relativo lettore, avendo cura di impostare quest'ultimo come primo dispositivo nella sequenza di boot al riavvio del computer.




Non appena Clonezilla verrà caricato nella ram, selezioniamo “Default setting, VGA 1024x768”.




Selezioniamo la lingua “English”. Nell'ultima versione del programma è possibile selezionare anche la lingua italiana.




Confermiamo “Don't touch keymap” (significa “non modificare la mappatura della tastiera”).





Selezioniamo il comando “Start Clonezilla” per avviare Clonezilla.





Scegliamo se salvare o ripristinare (cfr. post “Ripristino con Clonezilla”) l'immagine di un intero disco o di una sua partizione o clonare un intero disco o una sua partizione in un altro disco o partizione. Nel nostro caso premiamo sulla prima scelta “device-image disk/partition to/from image”.





Selezioniamo “Use local device (Es: hard disk, drive USB)”. Preciso che è comunque possibile fare il backup utilizzando il disco fisso come unità di destinazione oppure un server ssh, samba e nfs.




Colleghiamo alla porta USB una pen e/o disco esterno sul quale eseguire il backup, attendendo circa cinque secondi prima che venga riconosciuto e premiamo “invio”.




Nella schermata successiva selezioniamo la pen e/o disco esterno collegato (es.: “sdb1 250 GB vfat” nel caso venga utilizzato un disco esterno da 250 GB) e confermiamo la directory per l'immagine di Clonezilla “/ Top directory in the local device”.

Ora Clonezilla mostra l'utilizzo dello spazio su disco del file system e chiede di premere “invio” per continuare.





Successivamente selezioniamo “savedisk” (salva un intero disco creando la sua immagine). Preciso che le altre scelte possibili sono “restoredisk” (ripristina un intero disco da un'immagine creata in precedenza), “saveparts” (salva una partizione creando la sua immagine), “restoreparts” (ripristina una partizione da un'immagine creata in precedenza).




Digitiamo il nome con cui salvare l'immagine (es.: 2008-09-29-08-img).





Selezioniamo con “spazio” il disco locale sorgente che vogliamo backuppare.





Selezioniamo la priorità “-q”.





Selezioniamo i parametri avanzati “-c”.





Selezioniamo l'opzione di compressione “-z1”.





Selezioniamo la dimensione (in MB) in cui dividere il file immagine “2000”.




Infine scegliano “-p poweroff” per arrestare il computer quando termina il backup. Si può comunque optare per “-p true” (non fate nulla fino a quando il backup non termina) oppure per “-p reboot” (riavvio del client quando termina il backup).

Premiamo ancora una volta “invio” e digitiamo “y” per continuare. Inizierà l'operazione di backup dell'intero disco fisso.


P.S.: non mi assumo alcuna responsabilità su danni e/o malfunzionamenti causati da quanto riportato nel post.


Continua...

giovedì 30 aprile 2009

La scrivania di Ubuntu, l'orologio di sistema e gli aggiornamenti automatici

La scrivania di Ubuntu si avvale dell'ambiente grafico GNOME di Linux per consentire l'utilizzo del sistema operativo e dei molteplici programmi gratuiti messi a disposizione.

La stessa evidenzia due pannelli di comandi: uno nella parte superiore e un altro in quella inferiore. I pannelli possono essere spostati oppure eliminati a piacimento cliccandoci sopra con il tasto destro del mouse e selezionando il comando desiderato.




Personalmente, preferisco mantenere soltanto il pannello di comandi inferiore implementato di alcuni pulsanti per l'avvio veloce delle applicazioni.




La citata implementazione è davvero semplice. Basta cliccare sul pannello con il tasto destro del mouse, selezionare la voce "Aggiungi al pannello ..." e successivamente "Lanciatore applicazione".




Infine cliccare sul tasto "Aggiungi" dopo aver selezionato il programma al quale si vuole accedere velocemente senza passare dal "Menù principale di GNOME".




I pulsanti che meritano un approfondimento sono i seguenti:

• Il "Menù principale di GNOME" contiene tre voci principali: "Applicazioni" (include i comandi di avvio dei programmi), "Risorse" (include i comandi per la gestione dei "files" del disco fisso e di quelli removibili) e "Sistema" (include i comandi per poter modificare la configurazione della scrivania di Ubuntu).

• "L'orologio del sistema": cliccando sulla voce "Sistema" del "Menù principale di GNOME" e successivamente su "Amministrazione" e "Ora e data" è possibile sincronizzare data e ora con un server Internet (es. "time.ien.it" di Torino) dopo aver accettato l'installazione automatica del "supporto NTP" che viene suggerito.

• "Aggiornamenti automatici": per visualizzare un'icona di notifica degli aggiornamenti nel pannello di comandi, occorre cliccare sulla voce "Applicazioni" del "Menù principale di GNOME" e successivamente su "Accessori" e "Terminale" per poi digitare il comando "gconftool -s --type bool /apps/update-notifier/auto_launch false".





Se invece, non si desidera l'avviso con l'icona di notifica il sistema avvia automaticamente l'applicazione "Gestore aggiornamenti", con cadenza giornaliera per gli aggiornamenti di sicurezza e settimanale per tutti gli altri.


P.S.: non mi assumo alcuna responsabilità su danni e/o malfunzionamenti causati da quanto riportato nel post.




Continua...

domenica 26 aprile 2009

Installare Ubuntu 9.04 (Jaunty Jackalope)

Per avviare l'installazione di Ubuntu occorre prima creare lo spazio necessario sul disco fisso (cfr. "Creare la partizione per Ubuntu con GParted"), tranne che si voglia evitare un "dual boot" e utilizzare Ubuntu come unico sistema operativo.

Successivamente inserire il CD/DVD live di "Jaunty Jackalope" (cfr. "Come procurarsi Ubuntu 9.04") nel relativo lettore, avendo cura di impostare quest'ultimo come primo dispositivo nella sequenza di boot del computer. Nella maggior parte delle volte basta premere il tasto "F2" per accedere al "BIOS" e disporre la citata sequenza.

Nella successiva schermata occorre selezionare la lingua "Italiano" e premere "invio".




Selezionare "Prova Ubuntu senza modificare il computer".






Nella "Scrivania di Ubuntu" cliccare su "Installa".





Indicare la lingua "Italiano" (Ubuntu sarà localizzato completamente in italiano solo alla fine dell'installazione).




Selezionare il proprio "fuso orario" e cliccare su "Avanti".





Indicare la disposizione della tastiera "Italy" e cliccare su "Avanti".





La seguente schermata ci mostra che la partizione usata da Windows (/dev/sda1) occupa 37,1 GB e che il restante spazio di 37,4 GB è libero per accogliere Ubuntu. Cliccare su "Specificare lo spazio manualmente (avanzato)".




Cliccare su "spazio libero" (con il tasto destro del mouse) e successivamente sulla voce "Nuova partizione" che verrà visualizzata.




Creare la partizione in formato "ext3" come nella schermata seguente, avendo cura di riservare spazio per l'area di "swap" (memoria virtuale) che viene utilizzata da Linux come estensione della "RAM". In altri termini, occorre sottrarre allo "spazio libero" una quantità di "MB" uguale al valore reale della "RAM" del sistema e utilizzare il resto dei "MB" per la citata partizione "ext3". Infine cliccare su "OK".




Cliccare ancora sullo "spazio libero" rimasto (con il tasto destro del mouse) e di nuovo sulla voce "Nuova partizione" per creare la partizione "swap" di cui sopra nel modo seguente:




Proseguire l'installazione cliccando su "Avanti".





Inserire i propri "dati personali" (proprio nome, nome utente, password e nome del computer).




Selezionare gli "account" che si desidera importare automaticamente in Ubuntu (es. impostazioni, segnalibri, contatti di messaggistica, ecc.) e cliccare su "Avanti".




Ora viene proposto un riepilogo delle impostazioni definite in precedenza. Non resta che cliccare su "Installa".




Terminata l'installazione riavviare il computer. La schermata iniziale chiede all'utente se intende utilizzare Windows oppure Ubuntu.


P.S.: non mi assumo alcuna responsabilità su danni e/o malfunzionamenti causati da quanto riportato nel post. Continua...